Milena Gabanelli: la giornalista che ha fatto tremare il potere
Milena Gabanelli, nata il 9 marzo 1954 a Nibbiano, frazione di Alta Val Tidone in provincia di Piacenza, è considerata una delle figure più autorevoli e indipendenti del giornalismo investigativo italiano. A 72 anni nel 2026, questa emiliana di origini contadine ha dedicato quasi cinquant’anni della sua vita a smascherare scandali, corruzione, malasanità e sprechi pubblici, diventando un simbolo di rigore e coraggio civile.

Figlia di un operaio e di una casalinga, Milena cresce in un piccolo paese dell’Appennino piacentino in un ambiente semplice e laborioso. Dopo il diploma al liceo artistico “Paolo Toschi” di Parma, si iscrive all’Università di Bologna, dove si laurea in Storia dell’Arte Contemporanea con una tesi su artisti contemporanei. La passione per il giornalismo emerge presto: negli anni ’80 inizia a collaborare come freelance con la Rai, realizzando servizi da zone di conflitto. Tra il 1985 e il 1990 è inviata in Nicaragua, Vietnam, Cambogia, Birmania, Sudafrica, Somalia e Iraq. I suoi reportage da teatri di guerra per “Speciale TG1” e “Professione Reporter” le valgono riconoscimenti per la capacità di raccontare la sofferenza umana con profondità e senza sensazionalismo.
Nel 1997 arriva il momento decisivo della sua carriera: fonda “Report”, il programma di inchiesta di Rai 3 che rivoluziona il giornalismo televisivo italiano. Come autrice, conduttrice e regista (fino al 2016), Gabanelli porta in prima serata temi scomodi e tabù: corruzione politica, malasanità, evasione fiscale, collusioni tra banche e potere, sprechi nella pubblica amministrazione, scandali Parmalat, Fastweb, sanità lombarda, grandi appalti, banche e finanza opaca. Il suo stile è secco, documentato, privo di fronzoli: “Non intervisto per fare complimenti, intervisto per fare domande che nessuno vuole sentire”.

“Report” diventa un cult: vince Telegatto, Premio Ilaria Alpi, International Press Freedom Award e innumerevoli altri riconoscimenti. Milena riceve minacce, querele, pressioni politiche e tentativi di censura, ma non arretra mai. Nel 2013 il Movimento 5 Stelle le propone la candidatura a presidente della Repubblica: lei rifiuta con una lettera pubblica in cui ribadisce la sua assoluta indipendenza da ogni forza politica.
Nel 2016 lascia la conduzione di “Report” per divergenze insanabili con la dirigenza Rai, ma non smette di indagare. Dal 2017 collabora stabilmente con il Corriere della Sera, dove cura “Dataroom”, una rubrica di data journalism che analizza numeri, documenti e bilanci su temi di attualità. Pubblica libri di grande successo: “La lista della spesa” (2011), “Il prezzo della verità” (2023, memoir in cui racconta il costo personale pagato per il suo lavoro), e vari saggi su corruzione e potere.

Negli ultimi anni si concentra su ambiente, salute pubblica, disuguaglianze sociali e disinformazione. Nel 2024-2025 torna in televisione con apparizioni su Rai 3, La7 e produzioni indipendenti, e realizza contenuti digitali su YouTube e sul suo sito personale. Nel 2026 continua a denunciare abusi e sprechi, spesso lavorando in solitaria, rifiutando incarichi istituzionali, direzioni editoriali o ruoli che potrebbero limitarne la libertà.
Sposata con il musicista Mauro Di Domenico, madre di una figlia, Milena vive a Bologna, lontana dai salotti romani e dal gossip. Vestita sempre di sobrio, spesso in rosso, è stata soprannominata “la signora in rosso” o “la rompiscatole d’Italia”. Non ha mai accettato sponsorizzazioni, non ha mai ceduto a pressioni, non ha mai fatto sconti al potere.

La sua frase più celebre riassume la sua missione: “Il giornalismo non è dire quello che piace alla gente. È dire quello che la gente ha il diritto di sapere, anche quando fa male”.
Milena Gabanelli ha dimostrato che un microfono, se usato con coraggio, onestà e preparazione, può cambiare il corso di una nazione. In un’epoca di informazione veloce, polarizzata e spesso superficiale, la sua eredità resta quella di chi non ha mai smesso di fare domande scomode.
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